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Guida

Fame o voglia?

Sei domande per distinguere la fame del corpo dalla fame dell’anima.

Spesso la nostra fame non nasce da un’esigenza fisica: è una fame emotiva, una fame che interessa l’anima più che il fisico. Non è un difetto da correggere, ma un segnale da ascoltare — senza alcun giudizio.

Le sei domande

Com’è arrivata: gradualmente (fame) o all’improvviso (voglia)? Dove la senti: nello stomaco o “in testa”? Va bene qualsiasi cibo o ne vuoi uno preciso? Può aspettare di mangiare o vuoi mangiare subito? Come ti senti dopo aver mangiato: sazio, o in colpa e non appagato? C’è un’emozione dietro questa fame: stress, noia, tristezza?

Cosa fare quando è semplicemente voglia

Niente di drammatico: due respiri, un bicchiere d’acqua, dieci minuti di attesa. Se poi mangi comunque, va bene lo stesso: accorgersene è già un successo. Ogni pasto è un’occasione per conoscersi meglio, non un esame da superare.

L’esercizio che allena

L’esercizio dell’uvetta (o della mandorla) consapevole allena esattamente questa attenzione: due minuti con un solo alimento, tutti e cinque i sensi accesi. Lo trovi nel Giorno 4 del percorso e nella scheda qui sotto.